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Simone antidroga «Preferite la vita»

simoneLa droga impazza nel mondo della musica. Ma non solo in questo. «È un problema globale della società, non prendiamoci in giro con facili stereotipi. Non mettete in croce noi artisti, anche se alla parola “droga” si associano soprattutto musicisti, attori e registi».
È il pensiero del cantante Simone Tomassini (nella foto), il giorno dopo l’esclusione di Morgan dal Festival di Sanremo dopo l’intervista a “Max” in cui ha dichiarato di fare abitualmente uso di crack (anche se

poi ha ritrattato). Un segreto di Pulcinella, quello della droga che devasta le sette note e il rock in particolare. «Venti anni fa poteva essere un prodotto d’élite, per chi aveva disponibilità economiche – precisa Simone – Oggi purtroppo non è più così, non è solo l’ambiente dello spettacolo ad essere invaso da sostanze stupefacenti, è la società intera. Pensiamo ai modelli negativi che in questo senso giungono dal mondo del calcio. Anche chi ha un reddito normale, può cadere nel vizio».
Simone con il suo lavoro di musicista lancia un appello: scegliete la vita. «Nel 2006 ho anche inciso un disco al riguardo, “Sesso Gioia e Rock ’n Roll”, per dire che preferisco la vita alla droga, sostituendolo al celebre motto “sex & drugs & rock’n roll” (fu anche il titolo di una celebre canzone di Ian Dury, ndr). Insomma amo la vita e penso che quando capitano come a tutti cose belle o brutte sia meglio accettarle rimanendo sani di mente, ragionando sempre con la propria testa».
Per Tomassini quindi è ora di smetterla con l’equazione rock=droga. «Il problema degli stupefacenti, insisto, ormai è globale e totale – dice – Li vendono fuori dalle scuole, li consumano d’abitudine nelle discoteche, ne fanno uso tutti, ovunque».
Ma se fai parte del mondo del rock, come non cadere in tentazione? «Se hai successo, è facile essere avvicinati da consumatori e spacciatori. Ma contano gli amici che hai intorno, e conta soprattutto se sei forte, dentro. Certo, i miti del passato sono un monito. Jimi Hendrix è un genio di riferimento anche per me, come me era mancino. Ma probabilmente ha fatto una brutta fine perché era attorniato da gente pericolosa. E poi ci sono anche miti musicali positivi, che non hanno fatto uso di droga. Penso ad esempio a Frank Sinatra».
Ma Simone come si difende, quindi? «Non sono mai stato avvicinato dal problema droga perché i miei colleghi musicisti evitano anche solo di parlarmene. Sanno che sono pulito. Che ho detto no in modo chiaro. Che a casa mia la droga non entra e non entrerà mai, e se un mio amico cade nel vizio è mio dovere tirarlo fuori, anche per le orecchie se è il caso».
E, tornando alla musica, Simone conclude: «Morgan? Io da Sanremo l’avrei eliminato perché ormai non è più un cantante ma un professore di musica. Non credo molto nelle selezioni tv per nuovi musicisti come “Amici” e “X-Factor”. Preferisco pensare che alla musica si arrivi lavorando sodo. Sto scrivendo il disco nuovo, e ho in mente tanti progetti per i prossimi mesi. Preferisco rimboccarmi le maniche, altro che droga. Lo ribadirò lunedì prossimo alle 17.30, alla sala prove dell’ex ospedale San Martino di Como, per l’“Open day” di “Musica in Rete” in cui mi hanno invitato come testimonial per la presentazione della nuova sala prove. Darò un segno di positività, ribadirò che la musica è una cosa seria, e che non bisogna credere ai falsi modelli. Se hai talento, devi svilupparlo con tenacia, sudando. Io suono da quando avevo 5 anni, faccio da sempre concerti live, e credo più che mai oggi si debba ripartire dai fondamentali. Basta suonare con la base, basta karaoke. Meglio fare come i musicisti che ho visto di recente a New York: si consumano le dita sulle corde, prima di dirsi musicisti veri».

Lorenzo Morandotti per Il Corriere di Como

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