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Esclusivo// ItalianPeople intervista il Marchese del Grillo: “Oggi c’è troppa ipocrisia”

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Esclusivo// ItalianPeople intervista il Marchese del Grillo: “Oggi c’è troppa ipocrisia”


marchese del grilloEra ormai mezzogiorno passato e, a Roma, non si sentiva volare una mosca. Arrivato sotto la maestosa abitazione del Marchese venne ad accogliermi Ricciotto, il suo fedele collaboratore: “Shhh… parlate sottovoce, non s’è ancora svegliato!”, mi sussurrò appena, portandosi l’indice al naso. Gli risposi di si con un cenno della testa e mi accomodai su di una bellissima poltrona in una delle innumerevoli stanze di quella meravigliosa villa situata nel cuore della Capitale. I minuti scorrevano ma, del Marchese, nemmeno l’ombra. L’attesa era lunga e, complici la stanchezza accumulata la notte prima e la comodità di quella poltrona, gli occhi mi si chiusero e finii per addormentarmi. “S’è svejatoooooooooo!”. Quell’urlo mi svegliò di soprassalto, ma che succedeva? Nemmeno il tempo di strofinarmi gli occhi che Ricciotto entrò nella stanza: “Il Marchese si è svegliato, l’aspetta nella sua stanza per fare colazione con lei, venga, mi segua”. Percorremmo il lunghissimo corridoio che portava alla stanza da letto del Marchese, una volta entrato, Ricciotto, aprì le tende permettendo, così, alla luce del sole di fare il suo ingresso. “Te devi essere lo scribacchino che m’ha chiesto appuntamento, viè qua e mettite a sede che adesso ci servono la colazione”. Mi disse il Marchese, ancora coricato nel suo letto a baldacchino. “Sì, esatto, sono io il… giornalista… posso sedermi qui?”, gli domandai, indicando una sedia di fianco al letto. “No, lì no, che sei matto?”, esclamò facendomi fare un salto di mezzo metro. “Ahahah… ma certo che ti puoi sedere, te stavo a pijà pe ‘r culo… ehm… in giro. Dimmi un po’, cos’è che vorresti scrivere su di me?”. “Beh, Eccellenza – gli risposi sommessamente - vorrei farle un’intervista per un sito internet…”. Dopo avermi ascoltato si rivolse a Ricciotto: “Ricciò, ma non è che questo me stà a pijà pe ‘r culo? Ma che è sto coso, come se chiama? Sito de interni… non sarà mica qualche cosa di clandestino, magari contro lo Stato Pontificio? Sai, col Papa c’ho già abbastanza problemi.“. “No Eccellenza – lo tranquillizzai – diciamo che è un giornale che puo’ leggere chiunque, in tutto il mondo…”. Il Marchese cercò, senza però trovarla, una conferma nello sguardo del suo collaboratore allora, mentre si serviva la colazione, mi fece un cenno con la mano. “Va bene, sei giovane e te voglio dà fiducia, ma se me combini qualche cazzata finisci dritto dritto in galera! Cominciamo.”. Dopo quelle sue parole feci un lungo sospiro, cercando di rilassarmi e di fare mente locale per partire con il piede giusto.

Eccellenza…

Ma quale Eccellenza, questa è una cosa per i giovani, no? Allora chiamami Marchese…

Certo signor Marchese. Ha mai pensato di sposarsi?

Eh? Ma sei matto? Mica me vado a mette n’estranea in casa!

No, non sono matto, è che con questa intervista vorrei dare alla gente la possibilità di conoscere il suo aspetto più umano, insomma vorrei che parlassimo di Onofrio del Grillo…

Ah ah ah… questo invece mi piace, bravo! Vedi, nonostante io non sia più un ragazzino penso solo a godermi la vita, a divertirmi…

Eh già, questo lo sappiamo bene, lei è celebre per i suoi scherzi!

Lo so, ne faccio tanti. Ma non sono mai banali, hanno sempre una morale per chi li subisce, sai?

Ad esempio?

L’altra settimana corruppi giudici ed avvocati per far condannare un povero falegname, Aronne Biperno, a cui non avevo pagato il conto di alcune riparazioni. Dopo la sua condanna feci suonare a lutto tutte le campane di Roma… lo sai perché?

Beh, certo, per dimostrare che la giustizia era morta!

Bravo! Ammazza, mica te ce facevo così, bravo! Sì, insomma volevo lanciare un forte segnale a tutti, compreso il Santo Padre, perché capissero quanto la nostra società fosse ingiusta nei confronti dei più deboli.

Direi che ci è proprio riuscito! Sa, in questo periodo la giustizia è tornata di estrema attualità…

Ah sì, e perché?

Diciamo che è una lotta tra poteri, quello politico e quello della giustizia.

Male, quando si crea competizione tra i diversi poteri dello Stato allora vuoi dire che c’è qualcosa che non và, per come la vedo io i giudici si dovrebbero preoccupare dei processi e non di politica altrimenti, per dirla terra terra… nun ce se ce capisce più un cazzo! Sono stato chiaro?

Direi di sì!

Bene.

Marchese, lei è un uomo pubblico ed è famosissimo per essere un vero e proprio sciupa femmine. Ho fatto questa premessa perché un altro argomento di estrema attualità è diventato proprio questo, la vita privata dei politici. Lei trova che sia giusto valutare un uomo di Stato per quello che fa tra le lenzuola?

Ma che è sta stronzata? Un uomo di Stato deve essere valutato per come svolge il suo compito, per come serve il suo popolo. Putroppo da noi c’è tanta ipocrisia: sai quanti de giorno fanno i bacchettoni e de notte se lo vanno a pijà ‘nder cul…

…ehm, Marchese, è stato chiarissimo.

Eh certo, ma ste cose bisogna avere il coraggio di dirle. E poi scusa, che c’è di male se un uomo che c’ha mille responsabilità ogni tanto se vò annà a fa ‘na scopata? Uno ogni tanto se dovrà pure divertì, altrimenti impazzisce! A proposito, che ore sò?

Quasi le due Marchese…

Ahhhh… ma che sei matto? S’è fatto troppo tardi, mi devo preparare perché alle tre ho un appuntamento di grandissima importanza…

Ah, sì? Di cosa si tratta?

Devo andare a trovare una bellissima donna, un’attrice francese… nun voglio mica diventà matto!

Non si preoccupi Marchese, per lei non c’è pericolo!

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Esclusivo// Caso Avvenire e libertà di stampa: 10 domande a Massimo D’Alema

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Esclusivo// Caso Avvenire e libertà di stampa: 10 domande a Massimo D’Alema


10-domande-a-massimodalemaHo seguito con molta attenzione la vicenda che ha portato alle dimissioni l’ormai ex Direttore de L’Avvenire, Dino Boffo. Inutile dire che ho apprezzato moltissimo l’ennesima dimostrazione di coraggio da parte del Direttore Feltri e del suo Condirettore Sallusti che si sono presi la briga di pubblicare una notizia che, evidentemente, da tutti gli altri era ritenuta scomoda, troppo scomoda. Tant’è che la sua divulgazione ha scatenato un vero e proprio putiferio. Sì, perché stavolta i mestieranti della morale sono stati letteralmente smascherati e, quindi, colpiti nel vivo. Schiumano rabbia da tutti i pori, e c’è da capirli: scoperchiando il pentolone nel quale da anni rimestavano i trascorsi giudiziari di Boffo, Il Giornale ha dimostrato che questi signori non sono in possesso di alcun titolo per pontificare sui presunti (e sottolineo presunti) difetti morali di Berlusconi. Ma c’è chi non si da per vinto e, nonostante la palese evidenza dei fatti, si ostina a mistificare la realtà, sbraitando scompostamente che il Presidente Berlusconi, difendendosi dai continui e pretestuosi attacchi alla sua persona, stia attentando nientepopodimeno che alla “libertà di stampa”. Uno di questi è l’uomo di maggior peso politico all’interno del PD, Massimo D’Alema che ieri, in un’intervista al CorSera ha affrontato l’argomento esordendo così: “Si è creata una situazione pesante e allarmante: l’episodio del direttore dell’Avvenire segna uno spartiacque: un qualsiasi giornalista che abbia una notizia imbarazzante o fastidiosa per il presidente del Consiglio sa che da oggi in poi, se la pubblica, è a rischio di pesanti ritorsioni. Al fondo di questa barbarie c’è l’anomalìa italiana”. A questo punto, visto che nell’ultimo periodo va anche di moda, dal nostro piccolo ed insignificante sito internet chiediamo all’Onorevole D’Alema di chiarirci ulteriormente le idee, ponendogli dieci domande, semplici semplici:

1 Onorevole D’Alema, non ritiene che il Dottor Boffo non avrebbe avuto nulla da temere se avesse avuto la fedina penale pulita?

2 Onorevole D’Alema, puo’ affermare, senza timore di essere smentito, che la documentazione pubblicata da Il Giornale sia falsa e che ci troviamo, quindi, effettivamente di fronte ad una “patacca”, come scritto dalla maggior parte degli organi di stampa a Voi notoriamente vicini?

3 Onorevole D’Alema, una volta verificata l’autenticità di tale documentazione e considerata l’entità e la tipologia del reato per cui il Tribunale di Terni lo ha condannato, trova deontologicamente e culturalmente corretto che il Dottor Boffo abbia espresso, dalle colonne del suo giornale, giudizi morali nei confronti del Presidente del Consiglio per fatti attinenti alla sua sfera privata?

4 Onorevole D’Alema, per quale motivo Il Giornale non avrebbe dovuto pubblicare la notizia?

5 Onorevole D’Alema, non crede che affermare, come fa Lei, che Il Giornale non avrebbe dovuto pubblicare una notizia (per altro documentata) costituisca, di fatto, una limitazione della libertà di stampa?

6 Onorevole D’Alema, perché commentando la pubblicazione di atti giudiziari come la condanna di Boffo parla di “episodio allarmante” e, invece, ritiene “un problema vero” i pettegolezzi con i quali, da mesi, gli organi di stampa notoriamente a Lei vicini tentano di screditare il Presidente del Consiglio?

7 Onorevole D’Alema, in merito alle inchieste in cui è stato coinvolto il Suo partito in Puglia ha tentato di minimizzare affermando: “ho l’impressione che vi sia una grande esagerazione. Almeno nei titoli di alcuni giornali”. Ora, perché quando il Presidente Berlusconi si difende da attacchi giornalistici basati non su atti giudiziari, ma sul cosiddetto gossip, lo accusate di voler attentare alla libertà di stampa?

8 Onorevole D’Alema, non le sembra di usare due pesi e due misure attaccando gli organi di stampa quando si occupano di notizie che, oltretutto, si basano su atti giudiziari e non su semplici pettegolezzi, che riguardano il suo partito?

9 Onorevole D’Alema, per avvalorare la Sua tesi secondo cui il Presidente Berlusconi, con le querele, starebbe attentando alla libertà di stampa, ha dichiarato che: “quando sono diventato presidente del Consiglio ho rimesso tutte le querele”. Ci permettiamo, però, di farle notare che la sua nota querela al vignettista Giorgio Forattini (per la quale perse il posto a La Repubblica ed a cui, non contento, chiese un risarcimento di 3 miliardi delle vecchie lire) risale all’ottobre del 1999, quando Lei rivestiva la carica di Presidente del Consiglio e giudicò una vignetta: “Gravemente lesiva della mia reputazione”. Ora, pur tenendo conto che dopo qualche tempo ritirò la querela, non pensa che il comportamento che ha tenuto in quella circostanza non le conferisca alcun titolo per poter dichiarare, riferendosi al caso Avvenire: “Un qualsiasi giornalista che abbia una notizia imbarazzante o fastidiosa per il presidente del Consiglio sa che da oggi in poi, se la pubblica, è a rischio di pesanti ritorsioni”?

10 Onorevole D’Alema, il 18 luglio scorso, il quotidiano Il Riformista riprese una nostra finta intervista nella quale un personaggio di fantasia dichiarava che: “un noto politico mi propose di candidarmi, in cambio voleva essere sculacciato”, inserendola in un articolo intitolato “Santo e puttaniere”, ovviamente riferito al Presidente Berlusconi. Non crede che il fatto di manipolare a proprio uso e consumo e, quindi, di pubblicare una notizia senza nemmeno verificarne l’attendibilità sia sintomatico di quanto, alcuni organi di stampa a Voi notoriamente vicini, siano disposti a dare credito a chiunque pur di screditare il Presidente Berlusconi?

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Comunicare sui Social Network, Alessandro Nardone parla di ItalianPeople a Televisionet

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Comunicare sui Social Network, Alessandro Nardone parla di ItalianPeople a Televisionet


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Esclusivo// Ecco l’ultima intervista a Michael Jackson: “Si erano dimenticati di me, ora fingono di adorarmi”

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Esclusivo// Ecco l’ultima intervista a Michael Jackson: “Si erano dimenticati di me, ora fingono di adorarmi”


michael-jackson-exclusiveSiamo gente abituata a dire ciò che pensa, anche a costo di andare controcorrente. Anzi, ammetto che la cosa non ci dispiace affatto, certo, a volte è davvero faticoso, ma serve per farti un fisico bestiale, con due spalle larghe così. Altrettanto cercheremo di fare oggi, tentando di rimanere fedeli a noi stessi e cercando, per quanto ci sarà possibile, di rendere giustizia alla figura di Michael Jackson che, da tre giorni a questa parte, è tirato per la giacchetta da un capo all’altro del globo. Una celebrazione nella quale tutti cercano d’infilarsi: chi facendo commenti scontati, chi raccontando aneddoti poco credibili, insomma, tutti cercano d’inzuppare il pane nell’abbondante sugo mediatico con il quale si cerca d’ingolosire un pubblico vastissimo. D’altronde il concetto è semplice: i giornali aumentano le tirature, le televisioni fanno audience ed i personaggi che ne parlano ottengono visibilità. Qualcuno potrebbe puntare il dito contro di noi dicendo che stiamo facendo la stessa identica cosa, ma si sbaglierebbe di grosso perché, cari signori, il fatto è che erano anni che non parlavate di Michael Jackson, se non per pubblicare qualche foto che ne ritraeva le pessime condizioni fisiche. Insomma, ve ne siete serviti, lo avete sputtanato, ignorato e adesso che è passato a miglior vita… lo incensate. Beh, noi non ci stiamo a questi giochini, cerchiamo di volare un po’ più alto. Quindi, anche oggi che non c’è più, non abbiamo alcuna difficoltà a dire che ci sono degli aspetti della personalità di Michael Jackson che non ci sono mai piaciuti, a partire dalla sua smania di schiarirsi la pelle fino ad arrivare ai certi suoi atteggiamenti. Su quest’ultimo punto è bene chiarire, perché non ci riferiamo alle accuse di pedofilia, dalle quali è stato scagionato in un regolare processo, ma ad alcuni comportamenti come quello di “sventolare” un neonato dalla finestra che, in tutta onestà, riteniamo quantomeno riprovevoli. Non degni del personaggio. Per questo abbiamo deciso di distinguerci, lavorando di fantasia, per fare un’ultima, schietta, chiacchierata con lui, il Re del Pop.

Michael, hai visto che clamore? Adesso tutti parlano di te, di colpo tutti sono diventati tuoi fan o tuoi amici…

Più grande è la star, più grandi sono gli scoop.  Più diventavo famoso e più circolavano voci di notizie false. Oggi tutti cercano di approfittare della mia morte per legare il loro nome al mio, per farsi pubblicità gratuita. Ovviamente mi riferisco alla maggior parte delle cosiddette “star”, non ai miei fan, che adoro ed ai quali devo tutto. Devo ammettere che in questi giorni mi sto facendo parecchie risate, perché leggo interviste a personaggi che dicono di essere stati miei carissimi amici e che, in realtà, non ho mai conosciuto di persona. Gli amici, quelli veri, soffrono in silenzio.

Allora la nostra impressione era giusta… bene, Michael, hai toccato un altro argomento molto importante, ovvero il fatto che su di te siano state dette e scritte parecchie falsità. Però, converrai con noi che più di una volta, con i tuoi comportamenti, hai lasciato intendere che la tua vita non fosse propriamente… ehm, normale…

Credimi, la camera iperbarica, le lavande gastriche… sono tutte bugie, la gente si meraviglierebbe di vedere con quanta normalità ho vissuto.

Certo, però tutte quelle operazioni…

Hai ragione, ma d’altra parte quelli sono eccessi che ho pagato in prima persona, se mai facendo del male a me stesso, e non certo al mio prossimo. E poi ci sono persone che affermano che uso creme sbiancanti, ma non è vero, ho la vitiligine.

Ah, questo non lo sapevo. Allora, visto che stiamo facendo chiarezza su alcune questioni, vuoi dirci se hai qualche rimpianto?

Quando avevo 11 o 12 anni ero sotto contratto con la Motown ed ero in studio per registrare delle canzoni. Ero costretto a registrare perché in estate avrebbe dovuto partire un tour. Ma proprio di fronte agli studi c’era un campo giochi ed io sentivo come i bambini urlavano. Giocavano a tennis o a palla… a volte  sarei andato così volentieri  a giocare con loro… ma non potevo!

Capisco… so che sto per toccare un altro tasto spiacevole, ma è direttamente collegato a ciò che hai appena detto: il tuo rapporto con i bambini, ti va di parlarne?

Certo! A volte le persone domandano, perché è sempre insieme a bambini? Prima ero sempre insieme ad adulti! Gli altri bambini potevano giocare.  Quando loro alla sera andavano a dormire io dovevo esibirmi nei locali notturni, a volte fino alle 3 del mattino… poi toccava alla spogliarellista. Noi avevamo molte esibizioni, ma non avevamo amici, per tutto il tempo non dovevamo fare altro che lavorare… lavorare e lavorare! Non abbiamo neppure festeggiato il Natale, c’erano feste per compleanni perché siamo stati cresciuti nel credo del Testimoni di Jeova…ora recupero tutto. La natura mi ha  premiato per tutto quello a cui ho dovuto rinunciare. Per questo motivo quando la gente veniva a Neverland poteva vedere animali e giostre. Tutte cose che non ho mai avuto. Ad ogni angolo trovate dei distributori di dolciumi e questo è divertente!

Parliamo di Neverland, un posto fantasmagorico in cui hai ospitato un sacco di bambini, di cui la maggior parte afflitti da problemi fisici o mentali.

I Bambini ed io siamo sulla stessa lunghezza d’onda, converso volentieri con loro perché non mi giudicano, non ne hanno bisogno, vogliono solo divertirsi un po’. Mi sento molto in collegamento con i bambini, li capisco, proprio perché da bambino ho rinunciato a molte cose. Quando entrano nella stanza mi si apre il cuore. Mi piace il rumore…mio Dio, sono così allegri!

Parliamo dell’episodio accaduto in Germania, in cui hai “sventolato” uno dei tuoi neonati da un balcone…

No, ma io tenevo mio figlio molto stretto. Ho visto di quelle cose…gente che buttava in aria i figli e che li riprendeva dopo un salto, ma il mio gesto è stato spontaneo…lo tenevo stretto e sicuro. Il tutto è durato qualche secondo, ma nei filmati lo hanno fatto apparire come una mezza eternità. Non fanno neppure vedere i fan, mi presentano come un idiota che fa penzolare il figlio come un pazzo…

Ok Michael… ti è mai capitato di sentirti solo?

Certo, per esempio quando ero in un albergo e nella strada c’erano migliaia di fan che mi chiamavano, pernottavano in sacchi a pelo e mi dicevano quanto mi amavano, ma io non potevo uscire, mi sentivo prigioniero e così mi sentivo solo. A volte mi veniva da piangere. Fuori c’è così tanto amore, ma ugualmente uno si sente prigioniero e solo. Se andavo in una libreria o semplicemente quando uscivo e andavo in una discoteca, anche se non le amavo particolarmente… sai, quando comperavo un libro, mi domandavano subito: perché comperi quel libro? Perché Michael Jackson compera questo, perché legge proprio questo libro…se entro in una discoteca, appena mi vedevano suonavano solo la mia musica, come se io volessi ascoltare solo la mia musica… e volevano che io ballassi… praticamente è di nuovo spettacolo … praticamente non potevo andare da nessuna parte, era sempre la stessa storia.

Capisco, ti sentivi condannato a non poterti godere gli aspetti più semplici della tua vita. Cambiamo argomento, passiamo a Peter Pan. Ne hai parecchie statue, cosa ti affascina e cosa significa per te questa figura?

Peter Pan per me è molto importante ed è nel mio cuore. Rappresenta la gioventù, i bambini che non vogliono diventare adulti.  Il sogno di volare…è la magia dei bambini… io vedo sempre ancora il mondo con gli occhi di un bambino e per me è molto importante.

Tu non vuoi diventare adulto?

Io sono Peter Pan.

No, non lo sei, tu sei Michael Jackson.

Nel cuore sono Peter Pan.

Vuoi dire che dai bambini ottieni quell’amicizia e quella ispirazione, che non riesci ad avere dagli adulti?

Sì, è proprio vero, è proprio così! I bambini non mi hanno mai imbrogliato, gli adulti invece mi hanno abbandonato. Guarda cosa hanno fatto gli adulti con il mondo!

Ma perché certe cose non le hai mai dette prima?

Non ne ho idea, dimmelo tu… anche adesso che non ci sono più vogliono continuamente farmi passare per pazzo…

Michael, perché quest’atteggiamento nei tuoi confronti? Sì, insomma è mai possibile che tu, a parte la tua splendida musica nella tua vita non ne abbia combinata una giusta?

No, no, non ha importanza cosa fai, c’è sempre qualcuno che deve dire la sua opinione. Anche se tu hai solo buone intenzioni, trovi sempre qualche cretino che ti vuole distruggere. Invece tutto quello che vuoi è regalare al mondo un po’ di amore ed un po’ di gioia. Questo è tutto.

Hai ragione Michael, almeno ora, guardandoli da lassù, potrai fregartene e ridere di loro. Addio.

ItalianPeople

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L’appello di ItalianPeople continua, in nome di Neda e della Libertà

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L’appello di ItalianPeople continua, in nome di Neda e della Libertà


alg_nedaSono migliaia le persone, che nel giro di un paio di giorni, sono state invitate a dare il loro sostegno, anche se solo simbolico, alle ragazze ed ai ragazzi iraniani che stanno combattendo per la loro Libertà.

Certo, comprendo che ci possano essere punti di vista differenti anche su questo che è, comunque, un argomento assai delicato, quindi capisco chi si è rifiutato di aderire.

Invece, pur sforzandomi, faccio molta più fatica a comprendere i molti politici – di entrambi gli schieramenti – che hanno deciso di non prendere posizione, di non schierarsi. Ora, sono consapevole che molti di loro avranno cose più importanti da fare (e lo dico senza ironia), ma credo che questa battaglia (che personalmente ritengo sacrosanta) richieda, da parte loro, la stessa attenzione mostrata in altre iniziative veicolate sul web.

Noi aspettiamo e, nel frattempo, continueremo a sostenere questa ed altre iniziative nate nel segno della Libertà, proprio come ha fatto la giovane Neda che, per quel Valore, ha perso la vita.

Vi saluto, annunciandovi che la giornata di oggi, per questa battaglia, non è la fine, ma l’inizio. Quindi chiedo, a chi la pensa come noi, di continuare ad invitare amiche ed amici, magari inoltrandogli la lettera scritta ieri dalla sorella di Neda, con la quale vi saluto e vi ringrazio.

Alessandro Nardone

Aderisci anche tu: http://www.facebook.com/event.php?eid=107181618104&ref=mf

Teheran, 22 Giugno 2009 (h. 10.08) — “Ieri avevo scritto un breve appunto perchè avevo un’idea fissa: ‘domani sarà un grande giorno [alla manifestazione] , ma io potrei essere uccisa…’ Invece ora io sono qui, viva, e a essere uccisa è stata mia sorella. Sono qui a piangere mia sorella morta tra le braccia di mio padre. Io sono qui per raccontarvi quanti sogni coltivava mia sorella… Io sono qui per raccontarvi quanto fosse una persona dignitosa e bella, mia sorella…Sono qui per raccontarvi come mi piaceva guardarla quando il vento le agitava i capelli… Quanto [Neda] volesse vivere a lungo, in pace e in eguaglianza di diriiti…. Di quanto fosse orgogliosa di dire a tutti, a testa alta, ‘Io sono iraniana’…”

“Di quanto fosse felice quando sognava di avere un giorno un marito con capelli spettinati, [sognava] di avere una figlia e di poterle fare la treccia ai capelli e cantarle una ninna-nanna mentre dormiva nella culla. Mia sorella è morta per colpa di chi non conosceva la vita, mia sorella è morta per un’ingiustizia senza fine, mia sorella è morta perchè amava troppo la vita… Mia sorella è morta perchè provava amore per tutte le persone…”

“Chiunque leggerà questa mia lettera, per favore, accenda una candela nera con un piccolo nastro verde alla base e ricordi Neda e tutti i Martiri di queste giornate, ma quando la candela si sarà spenta non dimenticatevi di noi, non lasciateci soli…”

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Le notizie del 2 giugno

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Esclusivo, Italian People intervista Tyler Durden, il fondatore del Fight Club

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Esclusivo, Italian People intervista Tyler Durden, il fondatore del Fight Club


tyler durdenTrovai quel biglietto da visita tra le pagine del libro che avevo finito di leggere in aereo, al mio rientro dai Caraibi, lo scorso dicembre. Quanto lo lessi pensai subito ad uno scherzo ma, con il passare delle settimane, quel biglietto continuava a stuzzicare la mia fantasia fino a quando, una notte, provai a chiamare quel numero. Beh, non ci crederete ma ad una settimana esatta di distanza sono partito alla volta degli Stati Uniti per intervistare lui, Tyler Durden. L’appuntamento era per l’una di pomeriggio al 537 di Paper Street, a Bradford. Scesi dal taxi e mi trovai di fronte ad una casa decadente, semi distrutta, che si addiceva perfettamente al personaggio. Feci i tre scalini e mi avvicinai alla porta, ovviamente il campanello non funzionava così aprii e, dopo essermi guardato attorno, provai a chiamare Tyler. “Vieni giù sono in cantina!”, mi gridò. M’incamminai lungo il corridoio fino a quando non vidi una lampadina penzolante che illuminava le scale che portavano alla cantina, mentre scendevo sentivo sotto i miei piedi lo scricchiolio del legno ormai usurato dal tempo, pochi passi ancora e me lo trovai di fronte: “Ehi, ce l’hai fatta a trovarmi, bravo!”.

Beh, veramente è molto strana questa cosa, sì voglio dire, sembra quasi che sia stato tu a trovare me…

E che differenza fa? Comunque è così, ero anch’io su quell’aereo e ti ho osservato, devo ammettere che all’inizio non ti avrei dato due soldi: tutto preciso, ordinato, vestiti firmati… poi ho visto che ti sei messo a prendere appunti, ed ho pensato che fossi uno scrittore o qualcosa del genere…

Diciamo di sì, scrivere mi piace molto… e con questo?

È proprio questo il punto, vedi migliaia di persone scrivere sull’aereo, colletti bianchi che fanno i loro conti del cazzo e invece tu… tu mentre scrivevi avevi un sorriso, si vedeva che ti piaceva da morire quello che stavi facendo, è per questo che ti ho lasciato il mio biglietto nel libro, perché volevo che scrivessi quello che penso del mondo, che lo facessi con quello spirito…

Grazie per la fiducia, in molti ti avrebbero pagato profumatamente per intervistarti…

Fanculo i soldi! I principi base di questa società li respingo, soprattutto il valore dei beni materiali…

Però senza i soldi, senza quei beni non potremmo sopravvivere, non credi?

Non è così, quante delle cose che possiedi hanno un’importanza vitale? Beh, te lo dico io, nessuna…  la verità è che la pubblicità ci mette di fronte stereotipi del cazzo come macchine e vestiti, e noi passiamo la vita a fare lavori che odiamo per comprarci cazzate che non ci servono.

Concettualmente non hai tutti i torti, però come la mettiamo con l’economia, i posti di lavoro…

Omicidi, crimini, la “crisi economica” che i politici usano per spaventarci. Queste cose non mi spaventano. Quello che mi spaventa sono le celebrità sulle riviste, la televisione con cinquecento canali, il nome d’un tizio sulle mie mutande, i farmaci per capelli, il viagra, poche calorie.

Posto il fatto che certe derive nichiliste mi spaventano ed in certi casi mi raccapricciano, non pensi di essere troppo… radicale? Sì, insomma, i ragazzi e le ragazze della nostra generazione hanno bisogno di un obbiettivo da inseguire, devono avere la possibilità di migliorarla questa società! Non credi di essere un po’ troppo disfattista?

Il problema è che siamo i figli di mezzo della storia, non abbiamo né uno scopo né un posto. Non abbiamo la grande guerra né la grande depressione. La nostra grande guerra è quella spirituale, la nostra grande depressione è la nostra vita, siamo cresciuti con la televisione che ci ha convinto che un giorno saremmo diventati miliardari, miti del cinema, rock stars. Ma non è così. E lentamente lo stiamo imparando. E ne abbiamo veramente le palle piene.

Su quest’ultimo tuo passaggio sono d’accordo, in fin dei conti con la fine del novecento e la “de ideologizzazione” della politica sono anche andati via via scemando alcuni valori nei quali riconoscersi, per i quali lottare. Con questo non voglio certo dire di rimpiangere ideologie totalitarie come il nazismo ed il comunismo, ci mancherebbe, dico soltanto che oggi viviamo l’estremo opposto.

Fuochino, fuochino.. eh eh sei ancora più sveglio di quanto pensassi! Il problema è che la società ti fa crescere mettendoti in testa che tu sei il lavoro che fai, i soldi che hai in banca, i tuoi vestiti firmati, la tua auto ma in realtà…  non sei altro che la canticchiante merda del mondo!

Ah ah ah, non male come metafora! Dalle tue parole devo dedurre che sei contento della crisi economica che stiamo attraversando, che certa finanza speculativa stia pagando il conto…

Già amico, vedi, quello che io auspico è il crollo verticale della finanza intera. Pensaci bene, se crollasse la finanza verrebbero azzerati anche i debiti, quindi il mondo potrebbe ripartire da zero e ritrovare il riallineamento economico!

Ripartire tutti da zero… non male come prospettiva! Senti, so che del Fight Club non vuoi parlare, quindi torno all’argomento di prima facendoti una domanda su quello che sta accadendo in Italia, dove il gossip sta prendendo il sopravvento su politica e buonsenso…

Penso che il gossip sia merda, merda bella e buona, che i potenti di turno sbattono in faccia a chi gli piscia sulle scarpe. Quando vogliono toglierti di mezzo vanno su internet, cercano qualche tua foto, pagano qualche stronzo per dire le cose peggiori sul tuo conto ed il gioco è fatto… i media la fanno da padrone, amico, questo mettitelo bene in testa!

Beh, viviamo nell’era della comunicazione, oggi ha più potere un conduttore di talk show o il direttore di un giornale piuttosto che un governatore o un ministro… però in qualche modo dovremmo pur governare questo fenomeno, e tentare di migliorare noi stessi e la nostra vita, o dovremmo subire passivamente?

Fanculo i conduttori di talk show! E fanculo i politici! Stanno lucidando le maniglie sul Titanic. Va tutto a fondo, bello. Perciò vaffanculo tu e il tuo divanetto a strisce bianche e nere dell’Ikea. Io dico: non essere mai completo. Io dico: smettila di essere perfetto. E io dico: dai, evolviamoci, le cose vadano come devono andare. Per me, eh! Forse potrei sbagliarmi. Forse è una terribile tragedia.

Spero che ti sbagli, ma fino ad un certo punto, un po’ di pulizia ci vorrebbe, sono d’accordo, ma non vorrei certo perdere tutto quello che mi sono conquistato con le mie forze!

Ciò che possiedi finisce col possederti, è solo dopo aver perso tutto che siamo liberi di fare qualsiasi cosa.

Questo è vero Tyler,  d’altronde a questo mondo cos’abbiamo da perdere, se non la vita?

ItalianPeople

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Le notizie del 29 maggio

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Le notizie del 28 maggio

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Esclusivo, ItalianPeople intervista Morpheus: “La vita che viviamo non è reale”

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Esclusivo, ItalianPeople intervista Morpheus: “La vita che viviamo non è reale”


morpheusStavo preparando quest’intervista da mesi, ormai, ma nessuno si era più fatto vivo. Avere un contatto con Morpheus è già di per se difficilissimo, incontrarlo di persona, poi, è quasi impossibile. Ma, grazie a qualche conoscenza nel mondo degli hackers, sono riuscito fargli arrivare il mio messaggio, con il quale gli chiedevo un’intervista per ItalianPeople. Mi hanno risposto che si sarebbe fatto vivo lui ma, fino ad ora, di suoi segnali nemmeno l’ombra. Erano ormai le due di notte, ed io stavo ancora davanti al mio MacBook, intento a scrivere un pezzo, quando si aprì la finestra della chat di Facebook, che tengo sempre in modalità offline, com’era possibile? Istintivamente la chiusi, ma si riaprì subito. Cercai di leggere chi fosse, ma non c’era scritto nulla, nemmeno il nome dell’utente. “Toc toc… ciao Alessandro, so che mi stavi aspettando…”, scrisse il cursore sul mio monitor. Strabuzzai per un attimo gli occhi, non ero sicuro che fosse lui, allora rimasi sul vago: “Veramente non aspetto nessuno…”. “Ah no? Prima di contattarti ti ho seguito per un po’, sai? Volevo essere sicuro che scrivessi senza vincoli da parte di nessuno… se vuoi ancora intervistarmi esci di casa e segui il Bianconiglio…”. Stop, la finestra della chat si chiuse, fine della comunicazione. Era Morpheus! M’infilai un paio di scarpe ed uscii di casa, continuavo a guardarmi intorno in cerca di un segnale, ma niente. Questa storia cominciava ad innervosirmi, così decisi di accendermi una sigaretta, dopo il primo tiro mi voltai e vidi passare una ragazza che portava una maglietta nera con il logo di Playboy in bianco… era il Bianconiglio! Cominciai a seguirla tenendomi a qualche metro di distanza perché non mi vedesse fino a quando, all’improvviso, un tizio che veniva dal senso opposto al mio mi sussurrò qualcosa all’orecchio e mi diede un telefonino, dopo di che si dileguò. Fissai il telefono che, dopo nemmeno un secondo, cominciò a squillare: “Pronto… chi parla?”, risposi con voce tremante. “Sono io, Morpheus, ti darò le indicazioni per raggiungermi, non dire niente, limitati a fare ciò che ti dico”. Ubbidii, seguendo alla lettera le sue indicazioni, che mi portarono in un vicolo dove non ero mai stato prima, di fronte ad un portone d’acciaio. Sblamm. Il portone si spalancò facendo un rumore inquietante, ad attendermi c’erano due uomini completamente vestiti di nero che, senza dirmi nulla, sbatterono contro il muro e mi perquisirono. “È pulito, puo’ andare”, esclamò uno di loro. L’altro mi afferrò per un braccio e mi portò all’ingresso di una stanza: “Lui è qui, prova a fare qualche brutto scherzo e sei un uomo morto!” mi disse, mantenendo una calma allarmamnte. Il cigolio della porta che si apriva trafisse i mille pensieri che mi attraversavano la mente, non feci in tempo a realizzare cosa stesse accadendo che me lo trovai di fronte: era lui, Morpheus. Se ne stava seduto su una vecchia poltrona bordeaux e mi fissava, tenendo le mani conserte all’altezza del mento. “È stata una lunga attesa vero Alessandro? Sei il benvenuto, prego, accomodati” mi disse, accompagnando il suo invito con un cenno della mano. Mi sedetti immediatamente su un’altra poltrona in similpelle, proprio di fronte a lui che, da dietro i suoi occhialini scuri, studiava ogni mio movimento: “Hai lo sguardo di qualcuno che muore dalla voglia di sapere, bene, è per questo che sei stato scelto”, mi disse. “Scelto? Da chi?”, gli risposi timidamente. “Ah ah, non penserai di essere qui per caso? Sono stato io a fare in modo che tu arrivassi a me, perché voglio che sia tu a far sapere alla gente che cosa è Matrix, perché la gente deve sapere, e deve aprire gli occhi. Dimmi Alessandro, a parte questo, sai esattamente perché ti trovi qui?”

Ehm, veramente no…

Perché, seppur inconsapevolmente, hai sempre saputo che c’era qualcosa che non tornava, e più passava il tempo e più ci pensavi, così ha cominciato ad informarti, cercando su internet persone che avessero la tua stessa sensazione, e da loro hai sentito parlare di…

…di Matrix, ma che cos’è?

Matrix è ovunque, intorno a te: è l’aria che respiri, la ragazza con cui hai fatto l’amore l’altra notte, i tuoi amici, il tuo gatto… Matrix è il mondo che ti è stato propinato per nasconderti la verità…

Quale verità?

Che siamo tutti schiavi, Alessandro. La nostra vita, i nostri sentimenti… nulla di questo è reale, perfino noi, adesso, siamo generati da un software che ci da l’illusione di essere qui, in carne ed ossa… so che è difficile da accettare, ma è così.

Certo che è difficile! Sì, insomma, come puoi affermare che questo non è reale, che le gioie ed i dolori vissuti da milioni di persone sono solo il frutto di un semplice software?

Giusta osservazione. Ma poniamo il fatto che tu stia dormendo, caro Alessandro, riusciresti a distinguere il sogno dalla realtà?

Beh, presumo di no…

Bene, e se da quel sogno non dovessi più svegliarti come faresti a distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è? Matrix è proprio questo, un sogno dal quale non possiamo svegliarci. Ed è bene che la gente lo sappia.

Morpheus, posto il fatto che io ti creda, quanti lettori pensi che prenderebbero sul serio il mio articolo una volta uscito?

Tutto dipende da quanto ci crede chi lo scrive, nella vita per essere convincenti bisogna credere in ciò che si afferma, e se tu sarai disposto a credermi, beh, allora darai la possibilità di sapere a molta più gente di quanto tu possa immaginare. Se sarai credibile metterai il primo mattone per costruire una nuova libertà, la libertà dalla schiavitù alla quale le macchine costringono noi umani da oltre mille anni!

Mille anni? Nel 1000 Dopo Cristo le macchine ancora non esistevano…

Altra osservazione arguta,  infatti la rivoluzione delle macchine risale al 2089…

Ma, Morpheus, noi siamo nel 2009!

Ah ah, questo è quello che ti fanno credere le macchine, con Matrix! Alessandro, la realtà è che oggi viviamo nell’anno 3121.

Nel 3121…

Lo so che ti senti estremamente disorientato, ma è così.

E com’è il mondo nel 3121?

Questo non puoi saperlo Alessandro, causerebbe danni irreparabili al tuo io, con conseguenze devastanti su tutto l’impianto sul quale gira Matrix, una sorta di bug letale…

Beh, farebbe saltare Matrix, sarebbe meglio, no?

No, perché se la tua mente muore in Matrix… muore anche il tuo corpo nella reatà. Non posso dirti altro Alessandro, ora sta a te rendere di dominio pubblico ciò che ti ho spiegato… nel frattempo continua a tenere gli occhi aperti.

Vorrei tanto, soprattutto dopo quello che mi hai appena rivelato, caro Morpheus.

ItalianPeople

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Posted in Cosa direbbero?Comments (1)

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