Tag Archive | "noemi"

Alessandro Nardone presenta il romanzo al Colosseo, arriva anche Sylvie. Il video

Tags: , , , , , , , , , , , , , , ,

Alessandro Nardone presenta il romanzo al Colosseo, arriva anche Sylvie. Il video


  • Share/Bookmark

Posted in VideoCommenti disabilitati

“Repubblica” rinnega se stessa per demolire Silvio

Tags: , , , , , , ,

“Repubblica” rinnega se stessa per demolire Silvio


ezio-mauroMa chi lo dice che la gente è disinteressata ai fatti della politica? Se testiamo l’interesse degli italiani per le storie private del capo del governo arriveranno certamente risultati lusinghieri. Nei luoghi pubblici, se c’è un televisore acceso, appena i tiggì affrontano l’argomento tutti si zittiscono in attesa della nuova indiscrezione. Non si parla d’altro, si moraleggia meravigliosamente, anche. Questa vicenda, che mette in secondo piano gli interventi per il terremoto e persino le sconfitte della Nazionale, interroga dunque in modo radicale anche il carattere degli italiani e di chi pretende di esserne la voce critica, i giornalisti.
Partiamo dagli italiani. Se sappiamo tutto di Noemi e della sora D’Addario e niente della legge finanziaria, se facciamo gli indignati speciali ma non ci spaventa la trasformazione dell’arena politica in un grande condominio mediatico pieno di comari con la lingua biforcuta, significa che il profilo etico e il senso di appartenenza comunitaria del nostro popolo mostrano un preoccupante cedimento. Voghera-Italia: la nostra nazione sta mutando in un enorme esercito di casalinghe annoiate, con tutto il rispetto per le casalinghe, a caccia di storie e vite altrui per trovare un significato alla propria, come il capitano Gerd Wiesler ne Le vite degli altri.
Ma, si dice, se il gossip va è perché ha mercato. È vero, ma non è un destino. Se fosse per qualcuno, me compreso, il Grande fratello sarebbe finito alla prima edizione, tronisti e letterine farebbero altri mestieri, i famosi dell’Isola non sarebbero famosi, la tivù generalista non ospiterebbe nel tardo pomeriggio le chiappe basculanti di Belén, l’industria del rotocalco sarebbe cassintegrata. Se la maggioranza degli italiani fossero così, il cibo del gossip non troverebbe bocche affamate e la privacy sarebbe il prodotto di disattenzione piuttosto che di protezione.
Non c’è pregiudizio moralistico in questa posizione verso chi adora inzuppare il pane dell’anima nei fatti privati dei vip. Ma esiste il diritto di affermare che si può vivere benissimo anche all’oscuro dei dettagli della vita privata di divi e divetti. Evidentemente, a giudicare le pruderie da Italietta anni Cinquanta che vanno alla grande di questi tempi, questa è una posizione minoritaria nella postmodernità dove la politica ha smarrito la sua aura sacrale e non si distingue più tra star dello spettacolo e leader politici.
E qui veniamo ai giornalisti che cercano di sputtanare Berlusconi sul piano non del rendimento politico ma del comportamento intimo, equiparandolo – appunto – a un personaggio da rotocalco mondano. Strano. I giornali progressisti e pedagogici si sono sempre fatti vanto di rappresentare l’Italia più colta, lontana dal popolino guardone e videodipendente, non contaminata dal linguaggio basso del gossip spettacolarizzante. Domanda: con i pezzi del palinsesto della loro inchiesta, scovando confessioni che sembrano prese direttamente da rivistine da sala d’attesa dentistica, cos’altro stanno facendo Repubblica e l’Espresso, e altri appresso, se non sollecitare le medesime pulsioni guardone e piccolo-borghesi che hanno sempre stigmatizzato?
Risposta (così mi dice un vicedirettore di Repubblica): facciamo giornalismo all’anglosassone. Benissimo. Ma cosa vuol dire «fare giornalismo» nell’epoca del giornalismo fai-da-te di Youtube e dei social network, quando il ruolo di cani da guardia per conto dell’opinione pubblica detenuto dai giornalisti è quasi scomparso? Il metodo giornalistico non è una cassetta di attrezzi neutrali con cui si partoriscono notizie dai nudi fatti applicando un protocollo, una tecnica di investigazione della realtà immune da obiettivi politici e di potere. Il giornalismo, invece, parte sempre da un punto di vista particolare sulla realtà, è immerso in una particolare visione del mondo, in un campo di forze, in una lotta tra poteri dove la verità, il più delle volte, è variabile dipendente di altre dinamiche. Oggi fare giornalismo significa prendere posizione, e la posizione particolare adottata dal Gruppo Espresso è quella della demolizione dell’immagine di Berlusconi a ogni costo, anche a costo di contraddire un trentennale posizionamento culturale e di far propri strumenti e pulsioni (a partire dalla «privatizzazione della politica» che gli avversari del berlusconismo imputano al Cav) da sempre additati a esempio della degradazione morale degli italiani. Almeno la finiremo con la favola bella dell’Italia degli ottimati che scruta dall’alto in basso l’Italia trash e berlusconizzata.
Nemmeno la scusa del giornalismo all’anglosassone tiene. In Gran Bretagna i giornali colti e quelli tabloid e scandalistici sono rigorosamente separati da pubblico, target e da interessi. Ciò che fa il Sun mai potrebbe farlo il Times. Ditelo a chi, sarà l’estate precoce, da due mesi prova a fare il Summer Times.

Angelo Mellone per Il Giornale

  • Share/Bookmark

Posted in PoliticaCommenti disabilitati

Un voto contro il gossip

Tags: , , , , ,

Un voto contro il gossip


franceschini-appanzatoL’indifferenza o, se preferite, la diffidenza di moltissimi italiani per l’eventualità del voto era comprensibile. Direi perfino che era inevitabile. Il Paese – con tutti noi che ci viviamo – si lascia alle spalle una campagna elettorale sempre miserevole per i toni, a volte spregevole per i contenuti, intossicata dal pettegolezzo e, in scia ad esso, dai rituali avvisi di garanzia. Non bastasse questo per disamorare i cittadini, bisogna aggiungere che l’appello alle urne riguarda principalmente un’istituzione – il Parlamento europeo – che la maggioranza degli italiani ritiene, a torto o a ragione, ornamentale e costosa, ed enti locali, le Province, che la maggioranza degli italiani ritiene del tutto inutili.

Eppure, nonostante queste premesse scoraggianti, il voto cui siamo chiamati è importante, se non decisivo. Ritengo, molto sintetizzando e semplificando, che esso debba segnare e solennizzare il ritorno dell’Italia alla politica. Che debba essere un forte richiamo ai professionisti del Palazzo perché nel Palazzo facciano ciò che per il bene del Paese debbono fare – e per cui sono stati issati o saranno issati a incarichi di responsabilità -anziché cimentarsi in narrazioni e insinuazioni d’alcova. L’Italia ha un gran bisogno di ritrovare, dopo la sbornia pettegola emaligna delle ultime settimane, la sua identità di grande nazione moderna. La crisi economica e gli altri problemi da cui siamo assillati rendono urgente il recupero della serietà.

Le urne offrono agli italiani lo strumento con cui gridare a chi governa e a chi fa opposizione concetti molto semplici. Siamo stanchi di voci pruriginose su Villa Certosa e dintorni. Ci siamo divertiti abbastanza, ammesso che ci siamo divertiti. È venuta l’ora d’occuparsi d’altro. Per esempio del costo della vita, della disoccupazione, delle infrastrutture, della spazzatura. Di Milano sporca e, se volete, anche dell’Expo. Da queste e da altre analoghe cose dipende il nostro avvenire, non dalla Noemi-story. Alla quale, tuttavia, gli avversari di Berlusconi rimangono aggrappati con la tenacia della disperazione. Considerandola l’unica vera arma contro il Cavaliere. Il quale, al contrario, usa in questo momento il linguaggio concreto di chi deve governare la nave mentre infuriaunagrantempesta – nel mondo, non a Casoria – e vara contromisure, prepara progetti, fa del suo meglio, con tutte le possibilità d’errore delle decisioni umane.

Berlusconi non è infallibile, qualche suo atteggiamento è stato discutibile. Ma in questo frangente offre all’Italia un ancoraggio politicamente e ideologicamente solido. Ha in Parlamento una maggioranza ampia e dal punto di vista dei numeri non deve temere insidie. Peraltro una massiccia attestazione di fiducia e di consenso degli elettori è, oggi come oggi, preziosissima. Può operare una cesura precisa e genuinamente democratica tra la brutta e speriamo breve stagione del gossip e una futura stagione in cui la realtà faccia premio sulle chiacchiere. Personalmente non mi auguro che l’opposizione esca annientata e sminuzzata da questa prova. C’è bisogno di contraddittori leali, in democrazia. Auspico tuttavia che dalle elezioni l’opposizione esca rinsavita. Che le elezioni siano per Franceschini & C. un vaccino contro il mal di Veronica.

Mario Cervi per Il Giornale

  • Share/Bookmark

Posted in PoliticaCommenti disabilitati

Berlusconi: “Basta illazioni”

Tags: , , , , , , , ,

Berlusconi: “Basta illazioni”


veronicaChe disastro gli ha combinato la Santanchè. Berlusconi se n’è reso conto immediatamente, ieri mattina, leggendo i giornali. La regina del gossip ha raccontato a «Libero» che Veronica Lario «da lungo tempo ha un compagno». Si tratterebbe di una guardia del corpo, al secolo Alberto Orlandi, 37 anni. Berlusconi, lo difende la Santanché, «ha messo da parte il suo orgoglio di uomo» per non sfasciare tutto, pensando ai figli… Ahi! I figli. Ecco il tasto da non toccare. Mai. Franceschini li aveva chiamati in causa goffamente, e ancora non sa darsi pace. Invece la Santanché ci si tuffa a corpo morto, descrive i cuccioli nati da Silvio e Veronica come tutti dalla parte del babbo, «si sono schierati al fianco suo, senza se e senza ma». Sottinteso: per forza, visto come stanno le cose… Avesse taciuto, per Silvio sarebbe stato meglio.

Alle sei di sera, in conferenza stampa a Bari, un cronista chiede al Cavaliere che cosa ne pensa. Ululati dei supporter, che non gradiscono la domanda. Ecco la (cauta, cautissima) risposta del marito di Veronica: «Sono spiaciuto che si vengano a portare sulle prime pagine dei giornali situazioni che dovrebbero attenere esclusivamente alla vita di una famiglia ». Non dice «ero all’oscuro », tantomeno «ben lo sapevo ». Berlusconi, nella veste di presidente del Consiglio, quasi commenta la vicenda in terza persona. Prova a farne una questione di privacy che riguardaun po’ tutti i cittadini di questa Repubblica. Perché «di pettegolezzi», dice il portavoce Bonaiuti, «la gente ne ha le tasche piene».

In realtà, già a quell’ora della giornata Silvio intuisce che una nuova bufera si sta addensando sul suo capo. Stavolta non politica,ma familiare. Grava il sospetto che la Santanché abbia svelato gli amori di Veronica, veri o presunti, per farsi perdonare dal premier il «tradimento » di un anno prima con la Destra di Storace. E corre voce che il «Giornale», quotidiano della famiglia Berlusconi, voglia pubblicare una foto di Veronica con il body-guard. Alle dieci di sera Luigino, il più giovane dei figli nati da Veronica, si ribella. Fa circolare una dichiarazione sdegnata contro la «DamaNera ». Io a spada tratta dalla parte di mio padre contro mia madre? Ma neanche per sogno. «Non voglio prendere le parti né dell’uno né dell’altra, chiedo di non essere strumentalizzato». Sono le 23,15 di questa lunga domenica quando il premier è costretto a intervenire.Ea prendere le distanze tanto dalla Santanché che dagli attacchi contro Veronica. Dirama una nota, «nemmenoio voglio essere strumentalizzato », e invece «constato con amarezza che la mia vita privata viene continuamente utilizzata mediaticamente a fini politici… I miei tre figli più giovani non hanno in alcun modo preso posizione rispetto alla separazione, e d’altronde non desidero che lo facciano… Credo che nessuno debba permettersi di interpretare arbitrariamente il loro apprezzabile riserbo».

Per quanto stia cercando di scrollarsida dosso il caso Noemi, Silvio proprio non ci riesce. Ieri da Bari invano aveva tentato di parlarne come se fosse acqua passata, «siamo arrivati a toccare il fondo» però ora finalmente si torna alla politica (che lui concepisce in chiave di propaganda sui «fatti» del governo). «Ma non vi rendete conto», aveva finto stupore davanti ai cronisti, «che su di me non c’è mai stato nulla, solo e soltanto calunnie?». L’ira dei giorni scorsi, la grande nevrosi del premier sotto assedio che veniva descritto in preda alla tentazione di sciogliere le Camere («mai passata per la mente un’idea simile», precisa ora l’interessato), a metà pomeriggio pareva in via di riassorbimento. Il Cavaliere tornava finalmente a riaffacciarsi per strada senza il terrore di essere insultato. Il giovane ministro Fitto, padrone senza rivali del Pdl pugliese, gli aveva organizzato una claque fantastica, centinaia di sostenitori invasati che lo trascinavano tipo Padre Pio per le vie di Bari. Davanti al teatro Petruzzelli gli avevano preparato una contestazione (altrettanto organizzata), ma Berlusconi era stato dirottato altrove, manco se n’era accorto. Tutto sembrava volgere al bello.

La lettera che l’ex-fidanzatino di Noemi aveva scritto al «Corsera » per scusarsi delle sue rivelazioni piccanti e per sostenere di essere stato «strumentalizzato» contro il premier. Poi la denuncia di una «velina», Laura Drezwicka, la quale giurava che le sarebbero stati offerti tanti denari per accusare Silvio (il «Giornale » dice di avere in mano le bobine che provano il tentativo andato a vuoto, «l’Espresso» si difende esibendo altre intercettazioni)… L’intervista della Santanché a «Libero» sarebbe stata perfetta, ciliegina sulla torta per il premier, se si fosse limitata a svelare il segreto di Veronica, quello che Berlusconi aveva evocato sospirando («Un giorno la verità verrà a galla e si capiranno tante cose») e il fido Confalonieri aveva lasciato intuire («Chi è senza peccato scagli la prima pietra… »). Ma chi troppo vuole, a volte, nulla stringe.

Ugo Magri per La stampa

  • Share/Bookmark

Posted in PoliticaCommenti disabilitati

Berlusconi sott’assedio

Tags: , , , , ,

Berlusconi sott’assedio


silvio-22Pochi punti ma quel che importa, ragionano a Palazzo Grazioli, è aver invertito il trend. Dal punto di vista del flusso vuol dire tanto. Vuol dire che l’effetto Noemi è finito. Nello staff del Cavaliere questo dato viene analizzato in questo modo: gli italiani cominciano a distinguere. Da un lato il voyeurismo, il gossip, insomma il reality che tutti vogliono vedere. Dall’altro il governo del Paese, che conta di più nell’urna. Tutto ciò dovrebbe dunque tranquillizzare il premier. Ma non è così. Perché anche lui si aspetta qualcosa di nuovo, a metà della prossima settimana. Al punto che nemmeno la chiusura della campagna elettorale a Milano con Umberto Bossi giovedì è data per certa. Poi c’è il capitolo Napoli. Anche qui si parla di arresti. Per un alto funzionario e per un esponente del centrodestra molto in vista. Forse sarebbe implicato anche un membro del governo. Tutto sarebbe fermo in vista delle elezioni. Quindi scatterà tutto prima del G8 di luglio. E proviene dalla Procura, quella del capoluogo partenopeo, nella quale proprio l’anno scorso, in occasione dell’approvazione del decreto rifiuti, sì, vero, è una brutta espressione. Ma almeno è efficace. Siamo al giro di voci incontrollate, ormai anche nell’entourage del premier si attende una sortita di qualche procura. L’ultima indiscrezione è di una inchiesta già aperta. Forse anche più d’una. Si parla anche di un filone di indagine su droga. Di un faldone in cui ci sarebbero anche intercettazioni ambientali in cui si parla di Certosa, Villa Certosa, o qualcosa del genere. Siamo all’impazzimento, si tratta di notizie. Anzi, nemmeno notizie. Sono voci, indiscrezioni incontrollate. Quello che conta non è ciò che vero e ciò che non lo è. Ciò che conta è il clima che si è instaurato.

Berlusconi si sente sotto assedio. È lì a parare colpi, missili che possono arrivare da ogni parte. L’unica cosa che lo sta tirando su di morale in queste ore sono i sondaggi. Che lo darebbero in ripresa. Risale il Pdl e risale anche la sua fiducia personale. Pochi punti ma quel che importa, ragionano a Palazzo Grazioli, è aver invertito il trend. Dal punto di vista del flusso vuol dire tanto. Vuol dire che l’effetto Noemi è finito. Nello staff del Cavaliere questo dato viene analizzato in questo modo: gli italiani cominciano a distinguere.

Da un lato il voyeurismo, il gossip, insomma il reality che tutti vogliono vedere. Dall’altro il governo del Paese, che conta di più nell’urna. Tutto ciò dovrebbe dunque tranquillizzare il premier. Ma non è così. Perché anche lui si aspetta qualcosa di nuovo, a metà della prossima settimana. Al punto che nemmeno la chiusura della campagna elettorale a Milano con Umberto Bossi giovedì è data per certa. Poi c’è il capitolo Napoli. Anche qui si parla di arresti. Per un alto funzionario e per un esponente del centrodestra molto in vista. Forse sarebbe implicato anche un membro del governo. Tutto sarebbe fermo in vista delle elezioni. Quindi scatterà tutto prima del G8 di luglio. E proviene dalla Procura, quella del capoluogo partenopeo, nella quale proprio l’anno scorso, in occasione dell’approvazione del decreto rifiuti, una cinquantina di magistrati firmarono un documento dichiarandolo incostituzionale. In questo clima è caccia alle amiche di Noemi, a quelle che hanno partecipato alla festa di Capodanno nella villa del Cavaliere. E alle altre, quelle che hanno partecipato al party.

Nel mirino c’è una certa Roberta, che volò con la fanciulla di Portici, in Sardegna a casa del premier. La cacca è pronta, si attende solo che venga azionato il ventilatore. O forse è già stato messo in moto. La novità di ieri riguarda delle foto. Che sono state sequestrate dalla Procura di Roma. Centinaia di foto scattate lo scorso capodanno a Villa Certosa, proprio durante quella festa. Il sequestro è stato ordinato dal procuratore Giovanni Ferrara e dal pm Simona Maisto che hanno iscritto sul registro degli indagati per violazione della privacy e tentata truffa il fotografo Antonello Zappadu. È l’autore degli scatti e di un altro servizio relativo anche alla festa di Capodanno dell’anno prima. Sarebbero ritratte molte ragazze, tra queste alcune anche in topless. Lo stesso fotografo ha chiarito subito che consegnerà ai carabinieri a Cagliari le foto in questione: «Credo siano 200-300 e non 700, che è invece il numero più o meno degli scatti, molti dei quali poi cancellati».

«La prima serie, su cui mi sembra di capire si accentra l’inchiesta, riguardano Villa Certosa e i volti di tutte le persone, tranne quella del premier, sono stati alterati da pixel – ha detto Zappadu – Tra queste immagini vi sono alcune che ritraggono presenze che, a me, sono parse di minorenni». «La seconda serie – ha proseguito – attiene a immagini scattate all’aeroporto Costa Smeralda. Sono foto di persone, ospiti del presidente del Consiglio, che scendono da aerei dell’aeronautica militare, tra di essi c’è il cantante Apicella». «L’ultima serie riguarda foto scattate nella zona di un residence, il Country di Porto Rotondo, e ritrae – ha detto Zappadu – diverse ospiti di Berlusconi, alcune in bikini e topless. Anche in questo caso sono ricorso al pixel per cancellare i visi e renderle irriconoscibili». A chiedere l’intervento era stato l’avvocato di Berlusconi, Niccolò Ghedini, il quale poi smentirà anche le dichiarazioni di Zappadu: «Gli unici minorenni erano i figli del premier ceco». In particolare i sospetti sarebbero scattati in base a una mail che il fotografo avrebbe mandato a Panorama, proponendo l’acquisto delle foto per oltre un milione di euro. Nel testo Zappadu avrebbe dichiarato che aveva in corso una trattativa con un altro settimanale, Gente, che a verifica si sarebbe rivelata un bluff. Il procuratore Ferrara ha anche smentito l’indiscrezione secondo la quale sembra sia stato aperto un fascicolo sulle frasi di Veronica Lario, moglie del premier, la quale aveva affermato che il marito «frequenta le minorenni».

A Piazzale Clodio, ha spiegato Ferrara, sono giunte «alcune mail anonime». «Si tratta di anonimi – ha spiegato il procuratore Ferrara – che come noto non vengono presi in considerazione». Una smentita, però, visto che lascia aperta l’ipotesi che nel caso in cui venisse depositata una denuncia, la Procura potrebbe intervenire visto che il procuratore non ha affermato che, a leggere le frasi di Veronica, egli non ravvisa notitiae criminis. In questo clima Il Giornale ha pubblicato altre foto. Viene ritratto Gino Flaminio, l’ex di Noemi e teste chiave di Repubblica nell’inchiesta contro il premier, mentre viene pagato cinquecento euro «per il disturbo». Dopo aver dichiarato di aver incassato quasi diecimila euro invece per un’altra intervista, a Novella 2000.

Quello che si vede è un clima da terrore con deputati impegnati nella campagna elettorale e che chiamano i giornali per sapere se tra un comizio e l’altro il governo è ancora in piedi. C’è già chi favoleggia governi istituzionali e premier di riserva che si preparano. Gianni Letta da giorni sta chiamando i massimi vertici istiuzionali per informarli della situazione. Una implicita richiesta di prudenza perché la tenuta delle istituzioni sembra davvero a rischio. Soprattutto in queste ore. Basterà?

Fabrizio Dell’Orefice per Il Tempo

  • Share/Bookmark

Posted in PoliticaCommenti disabilitati

Le verità a pagamento di Gino, l’ex di Noemi

Tags: , , , ,

Le verità a pagamento di Gino, l’ex di Noemi


3005Napoli - «Per il disturbo?». Gino, Gino Flaminio, l’ex fidanzato di Noemi, non si accontenta di una stretta di mano. Alle sei della sera, al tavolo del ristorante «La scialuppa», s’è capito che l’intervista non si farà. Troppe complicazioni. Troppe difficoltà. Troppo di tutto. E poi Gino ha già venduto le sue confessioni a Novella 2000: diciotto pagine diciotto che usciranno fra squilli di tromba il 4 giugno. E allora noi che ci stiamo a fare? Il giornalista e il fotografo possono battere in ritirata.

Alle sei di sera, dopo una lunghissima giornata, l’affare sfuma. Ma Gino, sotto lo sguardo vigile di papà Antonio, reclama la sua parte: «Per il disturbo?». Il cronista guarda papà Antonio, papà Antonio indica ancora il figlio Gino. Sembra un piccolo presepe napoletano. Meglio tagliare corto e allungare l’obolo. Cinquecento euro. Gino conta e riconta soddisfatto. Non ci avrà venduto il suo oracolo, ma è contento lo stesso. La giornata non è stata sprecata. Saluta e se ne va con papà Antonio. Prima, però, sembra colto da un sussulto che assomiglia a un senso di colpa: «Se vedi la famiglia di Noemi digli che non ce l’ho con loro e mi dispiace per tutto quello che è successo».
Tutto quello che è successo, naturalmente, è quello che pomposamente chiameremo il «Noemigate». Gino, che è stato il fidanzato di Noemi dall’estate 2007 al gennaio 2009, ci ha messo del suo con un’intervista a Repubblica. E il suo verbo traboccherà anche dalle pagine di Novella.

Così, a furia di raccontare, dev’essersi convinto che forse anche per lui la svolta è arrivata. Il mestiere di intervistato, a quanto pare, può rendere. Può diventare una professione. Un business. O, almeno, un modo per raccattare la mancia e concedersi qualche sfizio.
Così, il ragazzo non fa una piega quando alle 8 del mattino incrocia sulla sua strada per il lavoro un giornalista e un fotografo, con regolare macchina al collo, che gli vogliono parlare. Gino, ormai, nuota con disinvoltura nell’acqua dei media.

Siamo alla periferia di Napoli, due passi dalla stazione. Gino ha 22 anni, una passione per la kickboxing, un impiego da operaio. Indossa jeans corti, una maglietta stretta ai fianchi, gli addominali sono bene in vista. E pure il padre, Antonio, l’aspetto ultragiovanile, in pratica l’angelo custode incollato al suo ragazzo.

Presentazioni: siamo, nientemeno, la stampa estera. Altrimenti, visto il cappio delle esclusive per l’Italia, la conversazione cadrebbe subito. Invece, quel riferimento internazionale accende la curiosità. Nel figlio e, soprattutto, nel genitore. È Antonio ad aprire subito, senza preamboli e senza nemmeno sapere chi siamo con precisione, la trattativa. Da bancarella, sia chiaro: «Ci accordiamo».

Sì, ci accordiamo, faremo un’offerta. Il padre in verità ce l’ha un po’ con tutti, non dev’essere facile misurarsi con gli inconvenienti della pubblicità e della fama. «Hanno dipinto mio figlio come un mostro. Chi oggi in Italia non ha precedenti penali?».

In effetti, qualcuno con la fedina penale immacolata in giro c’è ancora, il problema è che Gino ha una condanna a due anni e 6 mesi per rapina. Dettagli. Ora papà Antonio punta il dito in un’altra direzione: «Stanno cercando di screditare mio figlio. Noi mangiamo grazie a Berlusconi, mai e poi mai saremmo andati contro il premier». E allora, com’è andata questa storia con Repubblica?

«Io ci ho una rabbia incredibile», spiega Gino, mentre si avvia in auto col padre verso I pellettieri di Napoli, dove lo aspettano le canoniche otto ore. Com’è andata?

Non c’è tempo per chiarire. «Vediamoci senza problemi a casa nostra stasera», spiegano. «Ora dobbiamo lavorare». Scambio di cellulari. Saluti. All’ora di pranzo, ecco la telefonata. E la location cambia. Il nuovo appuntamento viene fissato per le 17 al ristorante «La scialuppa». In realtà, il ragazzo deve aver faticato meno di otto ore, perché ha avuto il tempo per fare anche altro: «Mi sono disegnato le sopracciglia», spiega mostrando fiero e felice il nuovo tatuaggio.
Il cameriere porta quattro Crodini: per il giornalista, il fotografo, Gino e papà Antonio. Tranquilli, c’è pure lui, anche se il figlio ha passato da un pezzo il traguardo della maggiore età. Gino si fa serio e guarda negli occhi il cronista: «Hai visto il padre di Noemi prima di me?». «Sì e ha parlato bene di te». È sorpreso: «Già questo è uno scoop, perché mi ha sempre rinnegato. L’ha fatto perché sei la stampa estera». Figurarsi.

Gino vuole spiegare quell’intervista a Repubblica: «Da Repubblica non ho preso soldi, per Novella è diverso». Diverso quanto? Papà Antonio cerca di spingere avanti la trattativa, come un’auto che non vuol ripartire: «Devi parlare direttamente con Gino». «Per Novella – riprende il ragazzo – non posso dirti a quanto ho chiuso perché così perderei la serietà. Non ve lo posso dire».

Però può provare a spiegare l’altro capitolo: «Perché è successo tutto questo bordello. Repubblica mi ha preso con l’inganno. Io non sapevo che era Repubblica». Strano, perché Gino ha concesso anche un’intervista video. «Se mi pagate – va avanti il giovane – vi spiego perché ho dato quella videointervista. Hanno scritto cazzate, un sacco di cazzate. Non si sono presentati come Repubblica, hanno detto che erano stati mandati dalla famiglia di Noemi». Papà Antonio riassume in modo stringato: «Siamo stati presi per cretini. Dopo ci hanno detto chi erano. Abbiamo fatto una figura di merda».
«Abbiamo fatto una figura di merda – conferma Gino –, altro che simbolo della sinistra. Se mi paghi ti dico perché ho fatto l’intervista in video».

È arrivato il momento di stringere. Accordo o tanti saluti. Ma c’è anche l’atmosfera giusta per sfogarsi: «Mio figlio non ha mai avuto a che fare con i giornalisti. Non sa niente di politica, ci hanno preso in una situazione un po’ così». Sembra una staffetta, ora tocca ancora al giovane: «Mi hanno contattato un sacco di giornalisti, ora mi sono messo in mano a delle persone e anche prima di venire qua ho chiesto se potevo venire. Sei il primo, ho rifiutato tanti altri. Prima di venire qua ho chiesto». A chi? Vai a saperlo.

Siamo al dunque. Papà Antonio ha voglia di chiudere: «Repubblica non ci ha dato un euro, ci ha portato il pesce a casa. Abbiamo fatto una cenetta in famiglia, con Novella è tutta un’altra storia. Ci hanno pagato le foto e il pacchetto».

Un contratto? «No – risponde Gino –, devo fare una ricevuta. Ho scattato anche le foto con la mia nuova ragazza: Manuela. Ho fatto 18 pagine». Ma allora, l’esclusiva? «Non ti preoccupare», rassicura Gino. Ma ci sarà da firmare una ricevuta? «Basta che io ti firmo un foglio di carta… Dai, fammi un’offerta». Se no, niente intervista.
Ce la mette tutta, Gino: «Parliamo da guaglione a guaglione, non mi chiedere quanto mi ha dato Novella». Più di diecimila? «Poco meno di diecimila». E adesso?

La trattativa si sta arenando. Ora Gino sembra il Padrino: «Ci vuole rispetto e onore». «Dai – attacca papà Antonio – fammi un’offerta. Ci dai x e x. Quanto valgono su piazza le dichiarazioni dell’ex di Noemi?». È il mercato. Ma non ne vale la pena.

Rifiuto. Saluti. E, per questa volta, titoli di coda. Ma Gino non si dà per vinto: «Quanto mi dai per il disturbo?».

L’angelo custode si alza in piedi, allarga le braccia e recita il suo copione fino in fondo: «Discuti tutto con lui». Ma ormai c’è poco da aggiungere. Solo cinquecento euro. Gino conta le banconote, poi mette in tasca il malloppo. Noi paghiamo i quattro Crodini. «Salutami Noemi, ti chiedo un favore: puoi dire alla sua famiglia che non ce l’ho con loro. E mi dispiace per tutto quello che è successo».

Gabriele Parpiglia e Stefano Zurlo per Il Giornale

  • Share/Bookmark

Posted in CronacaCommenti disabilitati

La lettera di Franceschini: “E’ stato il Cavaliere a infilarsi in un vicolo cieco”

Tags: , , , , ,

La lettera di Franceschini: “E’ stato il Cavaliere a infilarsi in un vicolo cieco”


franceschini-15-03-09-0131) Mi sembra una ricostruzione un po’ caricaturale del rapporto tra la Dc e il Pci. Polemica politica, conflitto non hanno mai impedito ai due partiti di condividere principi istituzionali. Il paragone mi appare, dunque, infondato, sia dal punto di vista storico che politico. Quanto allo stile di vita ognuno può giudicare quale differenza vi sia tra Berlusconi, Andreotti e Moro.

2) «Il Giornale» continua a fare confusione, io non ho mai mosso un rilievo di carattere etico sui comportamenti personali del presidente del Consiglio, bensì un rilievo politico ai silenzi e alle omissioni che finora ci sono stati. Quanto al Vangelo non lo tirerei in ballo in polemiche come queste: lì ci sono parole che devono illuminare le coscienze di tutti. Sicuramente il dovere della verità. Sempre.

3) L’espressione usata da Giuliano Ferrara è intrigante ma non vera. Le «bugie bianche» di cui lui parla non sono poi così bianche mentre sono certamente bugie. È dall’inizio di questa vicenda che Berlusconi dà versioni di comodo e contraddittorie e poi le cambia per cercare di uscire da vicoli ciechi in cui lui stesso si è cacciato. Risponda una volta per tutte alle domande senza cercare scorciatoie. Per altro nessuno di noi ha mai parlato di impeachment e ho anche spiegato che questa vicenda non può essere oggetto di atti parlamentari.

4) Non sono stato io e nessuno del Pd a usare le espressioni che il «Giornale» mi attribuisce. La domanda la rivolga a chi le ha usate…

5) – 6) Una risposta per due domande. Noi democratici non facciamo nessuna campagna. Chiediamo solo trasparenza a chi ricopre la più alta carica di governo. Nell’interesse delle istituzioni, degli italiani (anche di quelli che votano per il centrodestra) e della credibilità del nostro Paese nel mondo. Del resto se persone così diverse tra loro come Di Pietro ed Emma Bonino sollevano i nostri stessi dubbi vorrà proprio dire che non si tratta né di giustizialismo né di moralismo.

7) Il gossip non c’entra e io non lo inseguo. Il problema è molto serio e riguarda il modo di intendere e di vivere il potere. Potrei far notare che la questione è stata sollevata da una fondazione vicina alla destra. E potrei anche aggiungere, come è stato autorevolmente osservato, che si tratta di un tema che ha molto a che fare con quella che chiamiamo emergenza educativa, con i modelli che proponiamo ai giovani. Ma mi lasci dire un’altra cosa: io passo il mio tempo a parlare di problemi reali del Paese. Ho proposto un assegno per chi perde il lavoro anche se è un precario, ho chiesto l’election day per destinare i soldi risparmiati alle forze di polizia, ho chiesto una tassa di solidarietà ai più ricchi (cominciando dai parlamentari) per aiutare i più poveri, ho proposto di sostenere 100mila giovani meridionali alla ricerca di lavoro. Il vostro giornale ha mai dedicato una riga a tutto ciò? E il governo si è limitato a votare no in Parlamento. Ecco un po’ di cose concrete.

8) Non ho mai parlato né della famiglia Letizia, né di camorra, relativamente a questa storia, né di brillantina. Quanto alla pacchianeria ognuno ha i suoi gusti.

9) Me lo chiedo e penso sia vittima di una situazione più grande di lei. Io non ho mai detto una parola su questa ragazza appena diciottenne, non ho mai pronunciato in pubblico neppure il suo nome.

10) Non ho mai cambiato idea: continuo a non occuparmi dei problemi personali del premier e anzi mi dispiace che coprano il confronto pubblico sui problemi della crisi. Ma è Berlusconi ad aver cancellato il confine tra privato e pubblico, facendo di questa scelta una sua cifra distintiva e uno strumento con il quale costruire consenso. E oggi finisce prigioniero di questa scelta. Quanto alla domanda fuori sacco mi lasci dire che non c’è niente di più serio, me lo lasci dire, della credibilità e della autorevolezza delle istituzioni e delle persone che le guidano.

Dario Franceschini al Giornale

  • Share/Bookmark

Posted in PoliticaCommenti disabilitati

Parla il papà di Noemi: «Ecco tutta la verità su Berlusconi»

Tags: , , , ,

Parla il papà di Noemi: «Ecco tutta la verità su Berlusconi»


noemi«La mia amicizia con Berlusconi? È un segreto», così Benedetto Letizia nell’intervista al Mattino il 5 maggio scorso. Ma ieri dopo le rivelazioni dell’ex fidanzato di Noemi al quotidiano La Repubblica («I genitori non c’entrano niente, il legame era proprio con lei», «Ecco cosa si dicevano al telefono»), il padre della ragazza ha deciso di raccontare la sua verità. E nello studio dell’avvocato Giulio Costanzo, accompagnato dal manager artistico di Noemi, Roberto Sabatino, il signor Letizia, dipendente del Comune di Napoli, incontra i cronisti del Mattino.

Signor Letizia, come mai ha cambiato idea e ha deciso di parlare?
«Perché devo difendere la mia famiglia e fermare questo fiume di falsità che da un mese ha travolto l’esistenza di una ragazza che ha appena compiuto 18 anni. Siamo braccati, ora basta. Abbiamo querelato e quereleremo tutti i giornali che racconteranno bugie sul nostro conto».
Poi accende una sigaretta, e chiede subito un attimo di pausa: «Voglio, anzi devo fare due premesse prima di cominciare».

Prego, ci dica le premesse.
«Difendo la mia famiglia, la politica non c’entra e non deve entrare in questa storia».

E la seconda?
«Dico subito chiaro e tondo che mia figlia è illibata. Ricordatevi questa parola: illibata. E ne sono orgoglioso. Il resto sono tutte illazioni di cui saranno chiamati a rispondere quanti continuano a offendere la mia famiglia. Siamo una famiglia normale, che ha dovuto già sopportare una terribile tragedia, ma state certi: Noemi è una ragazza che abbiamo portato avanti con amore e siamo orgogliosi di lei e di come si comporta. Nessuno può smentire questo, da Veronica Lario in giù. Per il resto credo che ognuno debba guardare dentro casa sua non in quella degli altri».

Eppure dopo la partecipazione di Berlusconi a Casoria alla festa di Noemi, si sono rincorse tante voci…
«Voi dei giornali ne avete dette di tutti i colori e sa cosa rispondo? Se vogliono – sorride – si può fare sempre la prova del Dna…»

Ma parliamo di quando ha conosciuto il presidente Berlusconi.
«La prima volta che l’ho incontrato è stato nel 1990 in un’occasione pubblica».

Quale?
«A Roma, lui era presidente del Milan e non era ancora in politica. Non fu una vera e propria conoscenza perché lo vidi, mi avvicinai e gli strinsi la mano, nulla di più».

Un po’ poco per parlare di amicizia.
«No, perché la vera conoscenza ci fu nel 2001. Era maggio, e a Napoli in piazza del Plebiscito c’era il comizio con Berlusconi e Fini. Ricordo che mi colpì un gazebo con la scritta ”Tu sì na cosa grande…”. Ero con amici, lo seguimmo dopo il comizio all’hotel Vesuvio, dove si fermò a cena e dove c’era anche il cantante Apicella. Sapevo che gli piacevano libri e cartoline antiche. La mia era ed è ancora in parte una famiglia di librai. Mi avvicinai e chiesi se potevo portargli in dono delle cartoline antiche. Mi disse di prendere contatti con la segreteria attraverso una guardia del corpo per sapere dove portare il regalo, e così feci. Andai a Roma qualche tempo dopo e gliele consegnai: erano cartoline di Secondigliano, il mio quartiere. Poi promisi che gli avrei portato altri libri».

Maggio del 2001, ben otto anni fa. Cosa accade in tutto questo lungo periodo?
«Accade che a luglio di quell’anno la mia famiglia è colpita da una tragedia infinita, la cosa più terribile che possa capitare a un padre». Yuri Letizia, 19 anni, il 28 luglio 2001 morì schiantandosi con una Fiat Punto sulla Salaria insieme a un commilitone con il quale rientrava al distaccamento dell’aeronautica militare del Monte Terminillo dove svolgeva il servizio di leva.

Continui.
«Un dolore indescrivibile, uno choc per me, mia moglie e la piccola Noemi. Feci arrivare la notizia al presidente e due giorni dopo mi viene recapitata una lettera scritta a mano da Berlusconi in persona, una lettera accorata, toccante. Credo che sia nato quel giorno il mio rapporto con lui, lo sentìì sincero, vicino, partecipe. Poi seguì anche una telefonata. Fui colpito dalla sua straordinaria sensibilità».

Quando vi rivedeste?
«Verso Natale di quell’anno, doveva essere metà dicembre. Io e la mia famiglia andammo a Roma per acquisti e passando per il centro storico della città, pensai che fosse la volta buona per presentargli mia moglie e mia fglia: fu la prima volta che vide Anna e Noemi. Proprio in quella occasione, per sdrammatizzare dopo aver ricordato la tragica fine di mio figlio, lui disse a Noemi che aveva dieci anni: ”Considerami come il tuo nonnino”. Allora intervenni e dissi ”Nonno mi sembra ingeneroso, meglio che lo chiami papi”».

Ma le ricostruzioni dei giornali e alcune testimonianze danno versioni diverse, parlano di frequenti telefonate tra Berlusconi e Noemi, di vacanze in Sardegna con altre ragazze e senza genitori, di book fotografici.
Prima di Letizia interviene l’avvocato Costanzo: «Tutto questo sarà oggetto dell’azione penale che stiamo per intraprendere in difesa del mio assistito. Di questo non parliamo per rispetto dei magistrati che dovranno giudicare». Ma Letizia ci tiene comunque a ribadire che la figlia «in vita sua avrà dato al massimo un bacio al giovane fidanzatino con cui è comparsa nelle foto pubblicate da quotidiani e magazine».

A Villa Madama però era a cena con il presidente e senza mamma al seguito.
«Nessun mistero. Mia figlia studia con ottimi risultati grafica pubblicitaria. Più volte aveva espresso il desiderio di vedere una sfilata di moda dal vivo e avevo chiesto al presidente se poteva accontentarla. Fummo invitati a Roma. Arrivammo in treno e ci venne a prendere un’auto privata per portarci a Palazzo Grazioli. Noemi andò subito a Villa Madama, pensando di trovare una sfilata ma invece era una cena. Io rimasi a Palazzo Grazioli con Alfredo, il maggiordomo, con il quale vedemmo la partita dell’Italia, ricordo che era un’amichevole con la Grecia. Poi intorno alle 23,30 Noemi tornò e andammo via. Dormimmo a casa di amici per tornare la mattina dopo a Napoli».

E la festa del Milan di cui abbiamo visto le foto di Noemi accanto al presidente di Mediaset Fedele Confalonieri?
«Anche qui nessun mistero. Era il giorno in cui Noemi era stata convocata per il provino a Retequattro con Emilio Fede al quale era stato inviato un book di foto insieme ad altre decine di ragazze per diventare ”meteorine”. Erano partite in aereo Noemi e sua madre. Dopo il provino furono invitate alla festa, dove andarono. Poi dormirono alll’hotel Jolly e il giorno seguente ripartirono in aereo. Qual è lo scandalo? Ah, per la cronaca, Noemi fu bocciata al provino».

Marco di Caterino e Paolo Russo per Il Mattino

  • Share/Bookmark

Posted in PoliticaComments (1)

Advertise Here
  • Popular
  • Latest
  • Comments
  • Tags
  • Subscribe
Advertise Here

 

settembre: 2010
L M M G V S D
« ago    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930